Apnee Notturne

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Russamento e apnee nel sonno: Un S.O.S. rumoroso del nostro corpo, come curarlo

I disturbi respiratori nel sonno (DRS), costituiscono una problematica ormai emergente ed oggetto, oggi, dell’interesse di numerosi specialisti, in considerazione della possibile eziologia multifattoriale e delle conseguenze che tali disturbi comportano in diversi distretti ed apparati.

Gli eventi respiratori che possono intervenire durante il sonno sono vari, di gravità ed intensità diverse e variamente possono combinarsi tra loro. Il russamento, le ipopnee e le apnee (diminuzione o arresto del flusso) o lo stridor notturno si presentano come eventi respiratori più o meno ostruttivi e sono associati a desaturazioni di ossigeno (carenza di ossigeno) e a arousal (microrisvegli di cui il paziente non si accorge) che possono non lasciare traccia nel ricordo del paziente o, come nel caso     dello “choking“  (sensazione improvvisa di asfissia causata dalla risalita del succo gastrico in laringe, Reflusso Laringo Faringeo) essere vissuti come drammatici.

Purtroppo questa “lotta notturna continua” tra cuore, cervello e polmoni, comporta delle sequele importanti su diversi fronti, talvolta anche molto gravi, poiché l’alternarsi di furto di ossigeno e riossigenazione in maniera tanto “disordinata” porta alla formazione di radicali liberi e quindi allo stress ossidativo che interessa l’intero organismo.

Durante ogni apnea si riscontra, la modificazione ciclica del ritmo cardiaco. Essa si esprime nella comparsa di bradicardia (battito lento) durante la cessazione della ventilazione e, alla ripresa di quest’ultima, nella comparsa di tachicardia (battito accelerato). Il ripetersi di questi cicli cardiaci espone il paziente all’elevato rischio, nel tempo, di sviluppare aritmie permanenti fino al caso estremo dell’infarto miocardico acuto.

Anche la pressione arteriosa risente di tali sforzi respiratori, spesso, infatti, non risponde alle terapie farmacologiche. A carico del sistema nervoso centrale, oltre  agli effetti a livello cognitivo e attentivo (difficoltà di concentrazione, scarsa memoria, scarso rendimento a lavoro), numerosi studi evidenziano come l’OSAS rappresenti un fattore di rischio per eventi ischemici cerebrali acuti (come anche la morte in sonno). L’OSAS, pertanto, è una patologia infiammatoria cronica e come tale deve essere affrontata e curata.

La certezza della diagnosi, proviene dallo studio endoscopico delle vie aeree superiori e da esami poligrafici eseguiti durante il sonno (monitoraggio cardio respiratorio notturno). L’OSAS, pertanto, se non adeguatamente riconosciuta e curata, riduce significativamente l’aspettativa e la qualità di vita.

Inoltre tale complicata patologia incide oggi anche sul lavoro e sulla guida dei veicoli. Infatti l’assenza di trattamento della patologia in presenza di una diagnosi di OSAS può comportare ostacoli sul rinnovo della patente di guida o addirittura può, in caso di sinistri dovuti ad un colpo di sonno sulla strada (episodi molto comuni in questa tipologia di pazienti), determinare il ritiro della stessa.

SINTOMI:

  • Russamento persistente da diversi anni
  • Apnee nel sonno

(arresto del flusso respiratorio, con pause silenziose durante il sonno)

  • Sonnolenza diurna
  • Scarsa capacità di attenzione e di memoria
  • Ipertensione arteriosa resistente ai farmaci
  • Impotenza
  • Abbassamento dell’udito, vertigini e acufeni (rumori alle orecchie)

SEGNI:

  • Alterazioni delle vie aeree superiori (megatonsille, lingua voluminosa, setto nasale deviato, ugola allungata, palato molle flaccido)
  • BMI > di 29 (Indice di Massa Corporea)
  • Circonferenza collo >43 nell’uomo >41 nella donna

Soluzione alle Apnee notturne nel sonno | CemialOggi è possibile prospettare ai pazienti che ne sono affetti un ampio ventaglio di proposte terapeutiche e cure mirate alla risoluzione del sintomo ma soprattutto della malattia sistemica. Infatti, una volta eseguita la giusta e adeguata diagnosi e assegnato il grado ed il tipo di disturbo si può spaziare dalla terapia ventilatoria con CPAP (un ventilatore meccanico che eroga aria attraverso una mascherina e che mantiene aperte le vie aeree), alla terapia chirurgica (lifting del palato molle, riduzione delle tonsille e della base della lingua, correzione del setto nasale), alla terapia ortodontica (apposizione di avanzatori mandibolari MAD, con lo scopo di avanzare la mandibola durante la notte trascinando in avanti anche la lingua) a quella posizionale (indossare un piccolo dispositivo che individua la posizione del corpo durante il sonno ed eroga subliminali vibrazioni che spingono il paziente ad assumere la posizione laterale e non quella supina).

Ciascuna di queste possibili cure deve essere accompagnata da un adeguato supporto nutrizionale ragionato e adattato al singolo paziente. L’OSAS è una patologia sulla quale deve applicarsi il concetto di MEDICINA PERSONALIZZATA, deve essere curata Prevedendo chi può esserne affetto eseguendo la diagnostica appropriata; attuandone la Prevenzione (curare e mantenere il benessere della persona), Personalizzando la cura e le strategie terapeutiche spesso multidisciplinari ed infine Partecipando attivamente, sia il medico che il paziente, alla gestione del benessere attraverso il monitoraggio nel tempo dei risultati.

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Disturbi nel sonno – apnee notturne (OSAS)
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